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Rubrica CEJA , Numero 40, Novembre 2017

Senza giovani agricoltori nei campi d’Europa il futuro della produzione alimentare sarebbe compromesso; questo è ciò che afferma Jannes Maes, Presidente di CEJA (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), in un nuovo report relativo al settore dell’agricoltura sostenibile.

MF: CEJA ha presentato il suo nuovo report ‘Giovani agricoltori europei: Costruire un settore sostenibile’ il 27 settembre presso il Parlamento Europeo. Esso costituisce un documento molto importante e significativo per l’agricoltura. Puoi raccontarci maggiori dettagli in merito?
JM: Con un sempre maggior interesse riguardo alla sostenibilità e discussioni sul futuro della Politica Agricola Comune (PAC), comprendere i bisogni dei giovani agricoltori europei è più che mai fondamentale. Il report si basa su un sondaggio realizzato da CEJA e DeLaval, fornitore di macchinare per la mungitura, inviato a giovani agricoltori all’interno dell’Unione Europea. Lo scopo della ricerca era scoprire quali fossero i bisogni dei giovani agricoltori, la loro attitudine verso la sostenibilità ambientale e le loro caratteristiche. Un altro obiettivo era quello di rendere i risultati disponibili ai decisori politici e al pubblico al fine di aumentare la conoscenza della situazione dei giovani agricoltori in Europa. Attrarre i giovani verso il settore agricolo ed assicurarsi che chi ne fa già parte vi rimanga è cruciale per il benessere della società europea in generale.

MF: Quali scoperte sono state fatte grazie al report?
JM: Una delle principali scoperte ha mostrato che un gran numero (61,76%) di giovani agricoltori considera il proprio futuro all’interno del settore agricolo sostenibile solo in determinate circostanze. Solamente il 20,86% degli intervistati lo considera molto probabile. Il risultato è preoccupante e rispecchia la scarsa percentuale, appena il 6%, di agricoltori al di sotto dei 35 anni in UE.

MF: Secondo i giovani agricoltori quali sono i requisiti fondamentali per un futuro sostenibile?
JM:Una giusta retribuzione, l’accesso alla terra, la semplificazione delle procedure burocratiche e una giusta competizione da parte dei mercati globali sono considerati dai giovani agricoltori i requisiti chiave per sviluppare la loro azienda in un modo economicamente sostenibile.

MF: Qual è l’impressione nei confronti dell’agricoltura sostenibile?
JM:Il sondaggio ha rivelato che un gran numero di giovani agricoltori (89,78%) si sente preso in causa nell’assicurare un settore agricolo sostenibile. Gli stessi si preoccupano di preservare l’ambiente nel quale lavorano e vivono, così come della necessità di informare la società civile del bisogno di riconoscere il loro contributo alla fornitura di beni pubblici.

MF: Phil Hogan, Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale era presente alla presentazione del report. Cosa ha detto in merito?
JM: Sì, è stato un piacere avere il Sig. Hogan lì con noi. Lui ha sottolineato il fatto che i giovani agricoltori meritano un supporto maggiore e che c’è bisogno di un approccio costruttivo tra gli Stati membri e la Commissione; ha evidenziato inoltre che l’accesso ai fondi finanziari è molto importante.

MF: Cosa volete ottenere grazie a questo report?
JM: Al momento non possiamo sapere se i giovani agricoltori saranno tenuti in maggiore considerazione nel futuro. Quello che è certo è che la pubblicazione del report è un passo avanti nella giusta direzione per capire meglio le sfide che i giovani agricoltori devono affrontare oggi.

Per il report integrale, cliccare: Giovani agricoltori europei: Costruire un settore sostenibile

Per contattare Jannes Maes o CEJA, email: allusers@ceja.eu

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