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Rubrica CEJA, Numero 37, Giugno 2017

Nella rubrica di questo mese di CEJA (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), intervistiamo il Presidente Alan Jagoe a proposito di un nuovo documento CEJA che sottolinea perché i giovani agricoltori siano la chiave per il futuro della Politica Agricola Comune (PAC).

MF: Quali sono stati gli antefatti che hanno portato allo sviluppo del nuovo documento?
AJ: Il nostro documento ‘I giovani agricoltori sono la chiave nella futura PAC’ è redatto sulla base di documentazioni ufficiali nelle quali i nostri membri, ovvero i giovani agricoltori provenienti da ogni angolo d’Europa, hanno identificato sette aree chiave per la prossima PAC. Abbiamo impiegato 15 anni lavorando tramite gruppi interni e più di 100 ore di discussione interna diretta e dedicata con il coinvolgimento di stakeholder e di membri di altre ONG, esponenti del Parlamento Europeo e del Direttorato Generale per l’Agricoltura della Commissione Europea. Come risultato, sono convinto che il nostro documento sia un progetto bilanciato e ambizioso per la prossima PAC. La PAC ha costituito una delle storie di successo d’Europa. Fino ad oggi è stata utile, ma non ha preso in considerazione l’area chiave del rinnovamento generazionale.

MF: Quali sono le questioni principali evidenziate all’interno del documento CEJA?
AJ: Il documento si focalizza su tre aree principali; rinnovamento generazionale, misure ambientali progressiste e proattive e supporto economico sostenibile. Ciò contribuirà essenzialmente ad incrementare posizioni lavorative, crescita ed investimento nelle comunità rurali e renderà le aree rurali luoghi in cui le persone vorranno vivere e lavorare.

MF: Quali sono alcuni dei punti di discussione principali?
AJ: La prossima PAC dovrà in primo luogo dedicarsi alla definizione di agricoltore attivo. I giovani agricoltori all’interno dell’UE sono frustrati quando vedono che il supporto finanziario lascia il settore per essere indirizzato agli agricoltori inattivi. Sono frustrati anche per il modo in cui la PAC ha condotto all’inaccessibilità della terra per i giovani agricoltori. Noi crediamo fermamente che questa PAC debba essere a prova di giovani agricoltori e che ogni misura adottata debba avere al suo interno un elemento relativo ai giovani agricoltori – di certo fattore indispensabile per essi - per sostenere il rinnovamento generazionale. Questo aiuterà inoltre a proteggere i membri più vulnerabili del settore nel momento in cui, come giovani agricoltori, dovremmo investire pesantemente ed essere esposti finanziariamente in maniera maggiore rispetto alle nostre vecchie controparti.

MF: Qual è il punto di vista di CEJA a proposito della definizione del termine giovane agricoltore?
AJ: Noi stiamo raccomandando che l’applicazione corrente della definizione di giovane agricoltore debba essere modificata al fine di includere supporto a tutti i giovani agricoltori al di sotto dei 40 anni di età. Siamo inoltre saldi sulla nostra posizione, cioè che l’educazione agricola ed un piano di sviluppo del business agricolo siano necessari e fondamentali per ogni giovane agricoltore.

MF: Qual è il punto di vista di CEJA a proposito del ruolo ambientale dei giovani agricoltori?
AJ: I giovani agricoltori sono i nuovi ambientalisti e come tali sono i custodi della campagna. Vogliamo assistere a misure ambientali progressiste e proattive, che possano lavorare per il bene dell’ambiente e dell’agricoltore. Attraverso una combinazione di risultati e di misure manageriali, possiamo fare molto per migliorare la biodiversità e l’ecosistema che porteranno ad un incremento della sostenibilità. Dobbiamo anche riconoscere il principio di un’ ‘Europa di regioni’, nella quale un approccio collettivo alla realizzazione di alcune misure ambientali può essere un progressivo passo avanti. Le misure dovrebbero essere introdotte per incrementare la produzione di energie rinnovabili ed efficienze energetiche a livello agricolo.

MF: Qual è l’opinione di CEJA riguardo alla questione del sostegno del reddito?
AJ: La PAC ricopre un ruolo indispensabile nel supportare i redditi agricoli, ma ha bisogno di essere riorientata per assicurare l’attuabilità delle aziende agricole familiari europee in tutte le regioni e territori. Una combinazione di sostegni basati sulle attività svolte, gli ettari ed un sostegno accoppiato per i settori vulnerabili assicurerà che l’agricoltura fiorisca in tutte le aree e regioni dell’UE. Non esiste settore immune all’instabilità e abbiamo bisogno della nuova PAC per aiutare e proteggere gli agricoltori in tempi di crisi – non importa per quale causa. Gli strumenti finanziari giocano un ruolo vitale in quest’ambito, così come i nuovi strumenti di gestione del rischio, introdotti per aiutare gli agricoltori.

MF: Questo stile di pensiero si allarga anche alla salute, sicurezza e benessere degli agricoltori?
AJ: Sì. Per assicurare ciò è necessario organizzare un corso su salute e sicurezza gratuito, annuale ed obbligatorio per ogni agricoltore attivo, incluso un controllo sulla salute e il benessere.

MF: Cos’altro dovrebbe essere reso disponibile?
AJ: L’accesso al trasferimento di conoscenza e a servizi di consulenza deve essere reso disponibile agli agricoltori in tutti i settori, inclusa la conoscenza tecnica, economica ed ambientale relativa a questioni come la linea ereditaria. Questo mi porta a parlare di una delle maggiori sfide che l’agricoltura di oggi deve affrontare – la mobilità della terra.

MF: Perchè la mobilità della terra è un problema così rilevante?
AJ: Ad oggi è stato quasi sempre un requisito necessario quello di possedere la terra per coltivarla. Abbiamo bisogno di spostarci da un modello di proprietà della terra verso uno di affitto della stessa, consentendo ai giovani agricoltori di iniziare o ampliare il loro business agricolo ad un livello sostenibile.


MF: Cosa sta richiedendo CEJA dal budget della PAC?

AJ: Dopo aver preso in considerazione tutte le nostre ragioni, tutte le nostre decisioni ed i bisogni dei giovani agricoltori, abbiamo inoltrato un’importante richiesta per il nuovo ed aumentato budget della PAC, chiedendo di distribuirlo come segue:

  • 20% da allocarsi per varie misure e strumenti mirati in modo specifico al rinnovamento generazionale
  • 50% da allocarsi per il Supporto Economico Sostenibile
  • 30% da allocarsi per misure ambientali proattive e progressiste

Non vediamo l’ora di vedere come le cose si svilupperanno: allusers@ceja.eu.

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