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Rubrica CEJA, Numero 36, Maggio 2017

(Da sinistra a destra) Alan Jagoe, Han Changfu e Phil Hogan al lancio del nuovo progetto EU-Cina per i giovani agricoltori.

Nella rubrica di questo mese di CEJA (Consiglio europeo dei giovani agricoltori), il Presidente Alan Jagoe ci parla a proposito di una nuova iniziativa relativa alla collaborazione tra i giovani agricoltori europei e cinesi.

MF: Qual è il vostro coinvolgimento nella nuova iniziativa EU-Cina?

AJ: In maggio ho avuto il piacere di essere invitato a parlare presso la cerimonia ufficiale di sottoscrizione del ‘Progetto EU-Cina sul rafforzamento delle capacità per i giovani agricoltori professionisti e i professionisti agricoli’. Si tratta di un progetto di cooperazione tra l’Unione Europea e la Repubblica Popolare Cinese, il cui obiettivo si focalizza sui giovani agricoltori.

Insieme al Ministro dell’Agricoltura cinese, Han Changfu e il Commissario EU per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Phil Hogan, ho avuto il grande onore di annunciare ufficialmente l’accordo di questa cooperazione congiunta per il bene dei giovani agricoltori.

MF: L’agricoltura cinese deve affrontare ostacoli simili a quella europea?

AJ:  Potremmo provenire da continenti e contesti differenti, ma l’agricoltura di tutto il mondo deve affrontare gli stessi tipi di sfide. Saremo noi giovani agricoltori a doverci scontrare con queste problematiche e a creare opportunità per il futuro. Penso che ciò sia qualcosa a cui dobbiamo lavorare duramente insieme. Grazie al mio coinvolgimento nel CEJA ho avuto modo di assistere direttamente agli ostacoli con cui molti giovani agricoltori si devono cimentare, siano essi appena entrati o già presenti nel settore. L’accesso alla terra e a crediti e prestiti convenienti, la disponibilità di servizi di consulenza ed educativi per i giovani agricoltori continuano a costituire importanti tematiche di confronto a livello mondiale.

MF: Cosa possono fare i giovani agricoltori?

AJ: Come giovani agricoltori dobbiamo abbracciare il cambiamento e l’innovazione, per produrre di più con meno. Il nostro desiderio di migliorarci ci permetterà di fornire il cibo che i consumatori e la società civile ora danno per scontato di poter avere. Non possiamo dimenticare – e dobbiamo fare in modo che i consumatori non dimentichino – che ogni giorno, tre volte al giorno, ogni persona necessita di un agricoltore.   

MF: Hai personalmente avuto qualche esperienza in Cina?

AJ: Nel 2013 ho visitato la Cina come parte di una missione agroalimentare irlandese. Abbiamo trascorso molto tempo facendo visita a diversi produttori di carne e di prodotti caseari, che hanno mostrato grande interessi nei confronti miei e della mia professione di agricoltore. Volevano sapere cosa facevo, in che modo lo facevo ed erano impazienti di condividere con me alcuni utili consigli sulle nostre attività. Ciò che porto con me da quella visita è molto semplice. Noi non siamo in competizione, ma siamo partner nel nostro settore. Questa collaborazione rappresenta un’opportunità unica per rafforzare la relazione tra i giovani agricoltori europei e cinesi.

MF: I giovani agricoltori sono svantaggiati in qualche modo?

AJ: Come giovani agricoltori siamo i nuovi ambientalisti. Noi assicuriamo che presso le nostre aziende agricole si lavori in maniera sostenibile. Le buone condizioni del suolo e la sua fertilità, la qualità dell’aria e dell’acqua, il cambiamento climatico, la biodiversità e il rafforzamento del nostro ecosistema sono parte integrante delle nostre vite e modalità agricole. Succede spesso che, come nuova generazione, i giovani agricoltori siano non solo più istruiti, ma soprattutto abbiano più contatti con le città e le moderne economie di mercato rispetto alle controparti più anziane. Questo ci permette di essere più vicini ai consumatori e apprezzare e comprendere i cambiamenti all’interno della società.

MF: Quali sono i benefici di questa cooperazione?

AJ: La cooperazione tra i giovani agricoltori cinesi ed europei ci permetterà di comprendere a fondo il nostro futuro. L’utilizzo del trasferimento e dell’estensione della conoscenza, di servizi educativi e di consulenza farà in modo che, come giovani agricoltori, ci vengano forniti i migliori strumenti disponibili per abbracciare le sfide ed opportunità future. Nel caso questi agricoltori decidano di avere il coraggio di lavorare in queste aree, di fornire loro un servizio vitale, allora penso che sia necessario che le aree nelle quali essi decidono di lavorare e vivere siano quantomeno sviluppate ad un livello accettabile, così da incoraggiarli a non mollare. Gli agricoltori e le loro famiglie costituiscono l’impulso vitale delle aree rurali. Non importa che ci si trovi in Irlanda o nella provincia dello Jilin, nel momento in cui gli agricoltori abbandonano le aree rurali se ne vanno tutti.

MF: Qual è la tua visione per il progetto?

AJ:  È arrivato il momento di spingere i nostri sforzi verso una nuova era di riforme nel settore agricolo europeo. Il rinnovamento generazionale è il nostro principale pensiero, e deve esserlo. Queste decisioni hanno dato l’opportunità di facilitare l’apprendimento di alcuni concetti nuovi ed innovativi a gruppi che prima d’ora non avrebbero mai potuto avere l’occasione di confrontarsi. Viviamo in un tempo in cui le sfide e le barriere che i giovani agricoltori devono affrontare possono sembrare insormontabili senza un adeguato supporto. Noi vogliamo supportarli, per fare in modo che un giorno anche loro possano supportare noi.

Per contattare Alan Jagoe, e-mail allusers@ceja.eu