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Rubrica CEJA, Numero 35, Aprile 2017

Radek Nienartowicz

Nella nostra serie di interviste con i Vicepresidenti di CEJA – Consiglio europeo dei giovani agricoltori – questo mese parliamo con Radek Nienartowicz dalla Polonia.

MF: Come sei stato coinvolto nel mondo dell’agricoltura, e di quale tipo di coltivazioni ti stai occupando al momento?

RN: Tutto è cominciato nel 1991, all’età di 7 anni, quando i miei genitori hanno acquistato la loro fattoria. Ora sono abbastanza fortunato da avere una mia azienda agricola, ma collaboro ancora con i miei genitori. In totale, produciamo cereali su un terreno di circa 150 ettari.

MF: Cosa ti ha spinto ad unirti al movimento dei giovani agricoltori e perché è così importante?

RN: Sono stato coinvolto nel movimento cinque anni fa. Oggi come allora, per me la cosa più importante riguarda l’opportunità di influenzare il processo legislativo.

MF: Da quanto sei coinvolto con CEJA e cosa comporta il tuo ruolo attuale di Vicepresidente dell’organizzazione?

RN: La mia attività per conto di CEJA è iniziata tre anni fa. Attualmente, la mia mansione principale è quella di rappresentare gli interessi dei giovani agricoltori all’interno dell’Unione Europea, ma per fare ciò devo innanzitutto ascoltare attentamente quello che hanno da dire.

MF: Che traguardo vorresti raggiungere come Vicepresidente di CEJA?

RN: Un aumento nel numero di giovani agricoltori come risultato delle azioni che abbiamo intrapreso, ad esempio quelle relative alla terra e ai crediti così come quelle connesse ad altre questioni per cui abbiamo giocato la nostra parte.

MF: CEJA coinvolge giovani agricoltori provenienti da diversi Paesi di tutta Europa. Attualmente avete tutti a che fare con gli stessi problemi legati al mondo dell’agricoltura? Qual è al momento la sfida più grande per i giovani agricoltori europei?

RN: L’agricoltura si presenta in modi diversi per natura non solo in Europa, ma anche a livello dei Paesi membri. Questo a causa delle differenze climatiche e quindi dei diversi tipi di attività svolte, così come delle differenze nelle leggi dei singoli Stati. Nonostante ciò, le questioni fondamentali per i giovani agricoltori, come l’accesso alla terra e ai prestiti – entrambe barriere rilevanti per l’ingresso nel settore – rimangono significative all’interno dell’intera Unione Europea.

MF: Quale ruolo in particolare giocano i giovani agricoltori nell’industria agricola?

RN: È ovvio che i giovani sono il futuro. Allo stesso tempo, essi sono più aperti nei confronti delle nuove tecnologie e investimenti e più inclini a comprendere i cambiamenti globali e ad adattarsi ad essi.

MF: Come credi verranno affrontati i prossimi anni per l’agricoltura in Europa?

RN: È difficile fare previsioni per il futuro, ma io penso che le azioni prese ora da CEJA miglioreranno la situazione dei giovani agricoltori e dell’agricoltura in generale.

MF: Come si prospetta il futuro dei giovani agricoltori?

RN: L’imminente avvicinamento del rinnovo della Politica Agricola Comune dà spazio a molte nuove opportunità delle quali i giovani agricoltori beneficerebbero. L’obiettivo di rendere le politiche agricole aperte allo sviluppo e all’investimento rende però tutto più difficile rispetto ai cambiamenti del mercato.

MF: Quando non sarai più un giovane agricoltore e ti guarderai indietro, cosa ti piacerebbe dire di aver ottenuto?

RN: Spero di poter essere in grado di affermare di aver colto tutte le occasioni e opportunità che mi si sono presentate. Mi piacerebbe anche sapere di aver fatto la scelta giusta nel devolvere la mia vita alle questioni agricole.

MF: Se potessi lasciare un messaggio ai giovani agricoltori, cosa diresti?

RN: Lavorate duramente e fate solo investimenti ponderati. E’ la chiave del settore e della sua continua crescita.

MF: Se potessi lasciare un messaggio al pubblico riguardo l’agricoltura e i giovani agricoltori, cosa diresti?

RN: Lavorare presso un’azienda agricola non è facile come sembra a chi lo vede da fuori. Per raggiungere qualsiasi traguardo è necessario dedicare molto tempo e lavoro per assicurare la sopravvivenza del settore e dell’Europa.

Per contattare Radek Nienartowicz, email allusers@ceja.eu

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