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Rubrica CEJA, numero 33

Jannes Maes

Nella nostra serie di interviste con i Vicepresidenti di CEJA – Consiglio europeo dei giovani agricoltori – questa settimana parliamo con Jannes Maes dal Belgio.

MF: Come sei stato coinvolto nel mondo dell’agricoltura, e di quale tipo di coltivazioni ti stai occupando al momento?

JM: Ho trascorso la mia infanzia presso la fattoria della nostra famiglia nelle Fiandre, perciò sono sempre stato circondato dall’agricoltura durante la mia crescita. Dopo aver imparato a casa le competenze e gli strumenti necessari del settore, la mia passione per l’agricoltura mi ha portato a specializzarmi a riguardo. Dopo la scuola, ho lavorato nel commercio delle patate per qualche tempo. Ora lavoro nella produzione di latte come responsabile del bestiame per un’azienda casearia nelle Fiandre.

MF: Cosa ti ha spinto ad unirti al movimento dei giovani agricoltori e perché è così importante?

JM: La nostra organizzazione per giovani agricoltori opera con una politica fondata su tre pilastri: educazione, rappresentanza e divertimento! Il mio coinvolgimento è iniziato attraverso il primo e l’ultimo di questi pilastri, entrando a far parte di un’associazione della mia zona. Quando avevo 16 anni ho cominciato a frequentare gli incontri del gruppo insieme a mio fratello maggiore, anche lui agricoltore. È stato durante la mia permanenza al college che ho davvero iniziato a scoprire l’importanza del terzo pilastro.

MF: Da quanto sei coinvolto con CEJA e cosa comporta il tuo ruolo attuale di Vicepresidente dell’organizzazione?

JM: Sono coinvolto dal 2015, quando ho cominciato a rappresentare i giovani agricoltori fiamminghi all’interno di CEJA. Oggi, come uno dei suoi quattro Vicepresidenti, mi focalizzo principalmente sul cambiamento climatico e ambientale e sui settori relativi al mondo animale; inoltre assisto il nostro Presidente per alcuni aspetti del suo ruolo.

MF: Che traguardo vorresti raggiungere come Vicepresidente di CEJA?

JM: Oltre ai cambiamenti strategici che stiamo tentando di ottenere come organizzazione, penso che sia molto importante che il nostro comitato esecutivo cerchi di assicurare a tutti i giovani agricoltori all’interno dell’Unione Europea un’appropriata rappresentanza da parte di CEJA. In particolar modo penso che durante il nostro mandato sia di primaria importanza il raggiungimento di un accordo su una posizione forte per la prossima Politica Agricola Comune, una questione di massima rilevanza per il futuro di ogni singolo aspetto dell’agricoltura.

MF: CEJA coinvolge giovani agricoltori provenienti da diversi Paesi di tutta Europa. Attualmente avete tutti a che fare con gli stessi problemi legati al mondo dell’agricoltura? Qual è al momento la sfida più grande per i giovani agricoltori europei?

JM: Al giorno d’oggi dobbiamo affrontare la crisi economica del settore agricolo, una crisi come non se ne erano mai viste prima. Naturalmente questa è una questione di cui ogni agricoltore si preoccupa al momento. Ad ogni modo penso che, come organizzazione di giovani agricoltori, dobbiamo essere in grado di guardare al futuro. L’accesso alla terra e ai fondi necessari costituisce uno dei principali problemi che richiederanno una soluzione strutturale per il futuro dell’agricoltura. Queste tematiche possono essere approfondite leggendo nel dettaglio il nostro Manifesto.

MF: Quale ruolo in particolare giocano i giovani agricoltori nell’industria agricola?

JM: I giovani agricoltori costituiscono il gruppo più importante per lo sviluppo dell’industria. Portiamo nuove idee ed energia fresca nel settore, così come energia giovane in grado di mantenere le aree rurali vive e attive.

MF: Come credi verranno affrontati i prossimi anni per l’agricoltura in Europa?

JM: La questione chiave sarà il bisogno di risolvere la crisi corrente. Nello spirito di “mai sprecare una buona crisi” , penso che come risultato noi, come giovani agricoltori, evolveremo verso un settore agricolo più orientato verso scienza e ricerca, con un maggior riguardo per la situazione economica delle aziende agricole.

MF: Come si prospetta il futuro dei giovani agricoltori?

JM: In generale ho paura che non vedremo un incremento del numero totale di giovani agricoltori nel prossimo futuro. Ad ogni modo, penso comunque che quei giovani che decidono di entrare nel settore saranno i più innovativi, istruiti e capaci sul campo. Un incremento del loro numero coinvolgerà ancora più persone che, in cambio, aggiungeranno nuove idee e modi di fare agricoltura.

MF: Quando non sarai più un giovane agricoltore e ti guarderai indietro, cosa ti piacerebbe dire di aver ottenuto?

JM: A livello personale, spero di rimanere per sempre un giovane agricoltore, almeno nel cuore. Professionalmente, spero di realizzare l’idea di azienda agricola che sognavo di avere quando ero bambino, che è qualcosa che al momento sto lottando per creare. Affinché ciò avvenga, dovrebbe fornirmi una rendita dignitosa e dovrebbe permettermi di avere il tempo non solo di fare l’agricoltore, ma anche il fratello/padre/amico/marito allo stesso tempo.

MF: Se potessi lasciare un messaggio al pubblico riguardo l’agricoltura e i giovani agricoltori, cosa diresti?

JM: I giovani agricoltori stanno unendo i progressi ottenuti nella ricerca e nella tecnologia avanzata con gli aspetti più tradizionali dell’agricoltura. Questi sono le caratteristiche che lavoreranno insieme per creare un paesaggio agricolo diverso per il futuro.

Per contattare Jannes Maes o CEJA, email allusers@ceja.eu

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